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STORIA DEL CONCIO DELLA LIQUIRIZIA

Il “Concio della liquirizia” nel comune di Isola di Capo Rizzuto, più precisamente in Località San Pietro in Tripani, è un sito storico legato alla produzione industriale di liquirizia a partire dalla seconda metà dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento.
Era una fabbrica dove si trasformavano le radici di liquirizia in concentrato o prodotti estratti per uso dolciario e commerciale.

stabilimento

Il termine “concio” indica lo stabilimento per la lavorazione della liquirizia: non solo depositi o edifici vari, ma l’impianto vero e proprio (come si usava dire in italiano industriale dell’Ottocento) dove si produceva e raffinava il succo estratto dalle radici.

La località riprese vita soprattutto quando nel 1837 Luigi Barracco vi costruì un concio per la lavorazione della liquirizia. Nel 1854 Alfonso Barracco, figlio ed erede di Luigi e di Chiara Lucifero, vi fece costruire una moderna fabbrica, che nel 1865 fu potenziata con l’introduzione di una potente macchina a vapore.

Il prodotto, esportato in America, Inghilterra e Russia, nella seconda metà dell’Ottocento è pregiatissimo ed ottiene la medaglia d’oro nel 1867 alla esposizione di Parigi e quelle d’argento a Torino nel 1884, a Vienna ed a Chicago.

Nel 1909 lo stabilimento fu ampliato. Accanto allo stabilimento, al palazzo baronale e alla chiesa sorse un vero e proprio insediamento di famiglie operaie, che vitalizzarono il luogo. Negli anni Cinquanta la fabbrica dà lavoro a circa un centinaio operai ed esporta il prodotto soprattutto negli Stati Uniti D’America.
La fabbrica rimase attiva fino alla metà del ’900: con il cambiare dei gusti, le trasformazioni economiche del Dopoguerra e la Riforma Agraria l’attività diminuì e infine si chiuse.
Oggi restano i ruderi dell’edificio e dell’area industriale, indicati nelle mappe e nei documenti urbanistici come loc. Concio – San Pietro in Tripani.